“Sono la figlia del Mondo”. Vi racconto Emiliano Mondonico - Prima parte
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Il suo rapporto con il club si divide in due fasi principali da allenatore:
Primo ciclo (1990-1994): Il periodo d’oro. Mondonico costruisce una squadra solida e battagliera, capace di competere ai vertici del calcio italiano ed europeo.
Secondo ciclo (1998-2000): Torna per riportare il Torino in Serie A, riuscendo nell’impresa nel 1999.
Sotto la sua guida, il Torino ha vissuto le ultime grandi gioie della sua storia recente:
Coppa Italia 1992-1993: La vittoria del trofeo in una doppia finale epica contro la Roma.
Coppa Mitropa 1991: Un successo internazionale che consolidò il prestigio della squadra.
Finale di Coppa UEFA 1992: Lo storico cammino interrotto solo dai pali e dai legni della finale di ritorno contro l’Ajax.
L’immagine simbolo di Mondonico resta quella della sedia alzata al cielo ad Amsterdam (13 maggio 1992). Quel gesto di protesta per un rigore negato a Cravero divenne l’emblema del “tremendismo granata”: la rabbia dignitosa di chi non si arrende ai torti e combatte fino all’ultimo secondo. Per i tifosi, Mondonico non è stato solo un tecnico, ma un uomo che parlava la loro stessa lingua, capace di piangere e gioire insieme alla curva.
Emiliano Mondonico scompare il 29 marzo 2018 a Milano, all’età di 71 anni e la sua morte suscita una profonda commozione in tutto il mondo del calcio, non solo tra i tifosi delle squadre che aveva allenato.
Sua figlia, Clara Mondonico, racconta a Torostoria la passione del suo papà per i colorio granata.
In apertura un frammento dell’intervista realizzata da Hervé Bricca a Emiliano Mondonico, “Ricordo di un allenatore dal cuore grande”.
torostoria.it
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