エピソード

  • 23. Salario giusto per chi? (seconda parte)
    2026/05/13
    Il governo Meloni vara l’ennesimo decreto sul lavoro. La riforma è chiamata “Salario giusto” da contrapporre alla richiesta di un salario minimo interprofessionale così come in molti dei paesi europei. Insieme a Marta Fana, ricercatrice dipartimento scienze economiche all’università di Parma, e Andrea Fumagalli, economista e docente di economia politica all'università di Pavia e Bologna, raccontiamo qual è l’impianto politico della riforma e la situazione del lavoro in Italia.
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  • 22. Salario giusto per chi? (prima parte)
    2026/05/12
    Il governo Meloni vara l’ennesimo decreto sul lavoro. La riforma è chiamata “Salario giusto” da contrapporre alla richiesta di un salario minimo interprofessionale così come in molti dei paesi europei. Insieme a Marta Fana, ricercatrice dipartimento scienze economiche all’università di Parma, e Andrea Fumagalli, economista e docente di economia politica nelle università di Pavia e Bologna, nonché conduttore della trasmissione radiofonica “Analisi critica dei fatti economici della settimana”, in onda tutti i venerdì su Radio Onda d’Urto, raccontiamo qual è l’impianto politico della riforma e la situazione del lavoro in Italia.
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  • 21. L'egemonia culturale affonda Venezia
    2026/05/11
    In questo episodio approfondiamo la figura di Pietrangelo Buttafuoco, intellettuale organico della destra che oggi ricopre l’incarico di presidente della Biennale di Venezia. L’ennesimo tassello di uno scontro interno alla destra, soprattutto in FDI, che mette in crisi il progetto egemonico culturale tentato da Meloni e company. Attraverso l'analisi di Guido Caldiron, ripercorriamo le tappe del percorso di Buttafuoco, dalle radici nell'MSI fino alla conversione all'Islam, esplorando la sua visione della "tradizione" e il suo rapporto con figure iconiche come Ezra Pound fino al perché il progetto di spostare l’egemonia culturale da sinistra a destra, sta naufragando nel peggiore dei modi.
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  • 20. La grande peste
    2026/05/08
    Agnese Trocchi è l’autrice di “Internet Mon Amour” (Altraeconomia) dove immagina lo scoppio nel 2016 della grande peste di internet. Tra artifici letterari e analisi dei fatti, continueremo a ragionare su social media e social network, con un’ottica che mira alla riappropriazione dello spazio internet.
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  • 19. I divieti non servono a niente
    2026/05/07
    Un altro web non è solo possibile ma è già realtà, si tratta solo di scegliere. Usare misure come proibire l'accesso ai social media ai minori non è la soluzione per diversi motivi. Educazione digitale, sensibilizzazione, sono tra i pochi metodi che potrebbero funzionare. Internet mon amour è la serie in due puntate dedicate a questi temi. Con Carlo Milani, esperto di Pedagogia hacker (CIRCE), proveremo a ragionare sulle nuove leggi che intendono regolamentare l’uso dei social media per i minori. Dall’Australia alla Spagna, si è decisa una stretta che non sembra particolarmente efficace; al di là dell’aspetto pratico, cercheremo di riflettere sul senso profondo del "divieto" in sé.
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  • 18. La fine della bolla
    2026/05/06
    La contrazione del lavoro dopo la riforma del tax credit è un dato oggettivo: la grande bolla produttiva nata durante il Covid è giunta al termine. Mentre Molaioli, fonico di presa diretta, racconta le difficoltà e la preoccupazione diffusa tra le maestranze, Valerio Mastandrea rilancia e amplia il discorso sulla condizione attuale del cinema italiano.
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  • 17. Le conseguenze dei tagli
    2026/05/05
    Sempre con Indelicato, Merluzzi e Piepoli, approfondiremo il funzionamento della riforma governativa e i numeri reali del taglio ai fondi. Le storture del vecchio tax credit, invece di essere corrette, sono state esasperate, andando a peggiorare una legge già imperfetta.
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  • 16. Boicottare i David
    2026/05/04
    DAVID E LE MACERIE Per tre giorni daremo voce ai racconti di lavoratori e lavoratrici del cinema. Insieme a Dario Indelicato, Alessandro Merluzzi, Gigi Piepoli (USB), Alessandro Molaioli e Valerio Mastandrea, proveremo a tracciare una panoramica sulla crisi del settore, denunciata ormai da tutto il comparto da almeno due anni. Proprio giovedì, in occasione della premiazione dei David di Donatello, la sigla “Siamo ai titoli di coda” ha lanciato un appello al boicottaggio della serata: un gesto forte e coraggioso a sostegno della lotta di chi lavora dietro la cinepresa. In questa prima puntata del ciclo David e le macerie ndelicato, Merluzzi e Piepoli, parte integrante della sigla “Siamo ai titoli di coda”, spiegano la genesi di questo appello. Analizzeremo la crisi che ha investito il mondo delle maestranze e dell’indotto a seguito della riforma del tax credit, sullo sfondo di una volontà governativa di tagliare i fondi a un settore spesso visto con ostilità perché considerato "di sinistra".
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