Rutuli e Albani: I Nemici del Mito e la Distruzione di Alba Longa
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Le origini dell'egemonia romana nel Lazio antico affondano le proprie radici in una fitta trama di miti di fondazione, guerre di confine e spietate scelte geopolitiche. Prima di affrontare le grandi potenze del Mediterraneo, la Roma arcaica dovette lottare per la propria sopravvivenza contro le comunità vicine che ne ostacolavano l'espansione territoriale: dall'accanita resistenza dei Rutuli di Turno all'inevitabile scontro fratricida contro Alba Longa, la città sacra alla guida della confederazione latina.
Questo saggio storico analizza le prime campagne militari dell'età regia con assoluto rigore storiografico, basandosi sull'analisi approfondita delle fonti letterarie ed epigrafiche ed escludendo qualsiasi concessione alla saggistica romanzata. Attraverso lo studio della topografia del confine arcaico — segnato dalle leggendarie Fosse Cluilie — l'opera ricostruisce la natura giuridica dell'ordalia rituale tra Orazi e Curiazi, il fatale tradimento di Mezio Fufezio e la successiva, sistematica demolizione di Alba Longa ordinata da Tullo Ostilio. Il volume delinea il profilo definitivo di un'epoca cruciale, svelando come la deportazione della popolazione albana sul colle Celio e l'integrazione delle sue stirpi più illustri, come la gens Iulia, abbiano fornito all'Urbe la linfa demografica e aristocratica necessaria per trasformarsi da semplice borgo fluviale a potenza dominatrice della penisola.
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